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Loredana raccontata da Stefania

Pantaloni neri. Camicia bon ton azzurra a pois blu notte. Sneakers. E’ vestita così Loredana il primo giorno di scuola.

Sposta la cattedra, prende una sedia e si sistema al centro dell’aula di fronte ad un gruppo di diciottenni con gli occhi sbarrati.

Inizia a parlare e non si ferma più: l’età (ne ha 37), le lauree (ne ha 2) , il dottorato, le esperienze da scrittrice e poi la famiglia (un marito e un bambino meraviglioso), i dolori e infine le passioni: la moda, la letteratura e il cucito. Sì, perchè Loredana è anche una sarta con tanto di diploma.

Le sue lezioni si riempiono sempre di qualcosa di nuovo: un giorno entra in classe con un servizio da thé arancione anni ’50, lo dispone sulla cattedra e inizia a raccontare di quanto gli oggetti possano fotografare un’epoca.

Ad ottobre 2016 esce il suo libro “La cucina di design” (edizioni Progedit) in cui emerge il suo spudorato interesse per il design che la porta a sognare di possedere una poltrona Lady anni ’50 il cui prezzo farebbe arrossire chiunque.

Poco prima della fine del primo quadrimestre avevo già deciso: non l’avrei più mollata.

L’idea del blog infatti, nasce così, dalla volontà di trattenere l’una nella vita dell’altra attraverso un progetto che sarebbe andato oltre il tempo di un anno scolastico e che avrebbe coinvolto le nostre passioni più profonde.

Insomma, se dovessi paragonare Loredana a qualcosa, sceglierei sicuramente dei fuochi di artificio dai mille colori.

 

Stefania raccontata da Loredana

Stefania ha una dote molto particolare, oltre che rara: è capace di ascoltare. Forse per questo i libri rivelano ai suoi occhi, e ai suoi immancabili occhiali, cose che agli altri non rivelerebbero.

La sua passione per la lettura è un tratto distintivo del suo stesso aspetto giacché è difficile vederla senza un libro in mano. E’ una persona silenziosa, riflessiva, discreta ed elegante. Sceglie con cura i vestiti che indossa e le parole che pronuncia e mai niente è fuori posto.

Quando l’ho vista per la prima volta, a scuola, ho pensato che fosse una di quelle persone che ti richiedono impegno. Che non scoprono le loro carte tutte insieme, ma ti invitano a giocare, a studiare le mosse e solo allora, mano mano, mostrano quello che hanno in mano.

E così, giorno dopo giorno, ho conosciuto il suo mondo: ha un anno in più a me, una bambina bellissima, una competenza linguistica – lei insegna francese – che io non avrò mai neanche se decidessi di traferirmi oggi stesso in Inghilterra o in Francia.

Stefania è stata per me una scoperta.

I libri che leggiamo, a volte scambiandoci, il più delle volte su suo suggerimento, sono diventati quasi un linguaggio segreto attraverso il quale riusciamo a dirci cose che diversamente forse non riusciremmo a dirci.

E questo blog, in cui i miei oggetti si scambiano con i suoi libri, è prima di tutto una piccola promessa di amicizia.

 

 

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