“L’America” di Cristina Henriquez

La famiglia Rivera, colpita dalla tragedia che coinvolge la loro amata figlia Maribel, impacchetta la vita e la butta nel fondo di una valigia che verrà riaperta più tardi, in un’altra terra che ha il nome di Stati Uniti d’America. La fuga per i Rivera è una necessità: dopo l’incidente in cui rimane coinvolta Maribel, Alma e Arturo decidono di lasciare il Messico per garantire alla loro figlia un’assistenza e un’istruzione adeguate alla sua nuova condizione di bambina ” diversa e speciale”. Nel romanzo, a proposito di Maribel, si legge: ” Maribel aveva una lesione da trauma al cervello classificata come modesta ma abbastanza grave perchè le venissero riconosciuti dei bisogni educativi speciali”. Nello stesso degradato palazzo, vivono i Toro: c’è Celia e c’è Mayor, madre e figlio che riorganizzano le proprie vite per accogliere con trasporto i nuovi inquilini.

Anche noi l’ America è un romanzo dai molteplici colori, ciascuno dei quali rappresenta un sentimento diverso.

C’è il verde della speranza: smettere di guardare indietro per afferrare il presente che contiene già un nuovo futuro.

C’è il rosso dell’amore: perchè l’amicizia e l’amore camminano insieme ed è l’uno la benedizione dell’altro.

C’è l’azzurro della nostalgia: è nel mare che Celia ritrova la sua terra e la libertà di potersi riunire ad essa.

La narrazione, affidata ad Alma e a Mayor Toro, ci apre le porte del palazzo dei latinos e ci fa entrare nelle esistenze dei diversi personaggi che lo popolano. Queste esistenze ci coinvolgono fino a comprenderne le difficoltà legate all’integrazione, fino a voler alleviare il dolore causato dalla nostalgia e dalla mancanza.

Autore : Cristina Henriquez

Editore: NN Editore

Traduttore: Roberto Serrai è nato a Firenze nel 1967. È dottore di ricerca in Studi americani e collabora da anni con varie università italiane e con varie case editrici.

America

Su tutti i molteplici colori di questo racconto alla fine però cade la neve. La neve è motore ed epilogo della narrazione con i suoi fiocchi diversi, la sua candida bellezza. La neve è anche il simbolo della fugacità della storia. Ogni cosa che c’è, la propria terra, la propria identità, il proprio amore, dopo un po’ non c’è più. Come un fiocco di neve che appena tocca il palmo della mano si scioglie.

Un ciondolo che imita un cristallo piccolo e luminoso può essere l’oggetto più adatto da abbinare a questo libro per toccare il cuore di chi ama il candore, il silenzio e la leggerezza impalpabile.

Cristallo

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