“L’interprete” di Jhumpa Lahiri

Nostalgia.

Nostalgia per i colori, i suoni, gli odori, il cibo.

La nostalgia è il fil rouge che collega i nove racconti della scrittrice indiana Jhumpa Lahiri attraverso i quali consegna, nelle mani del lettore, il mondo e i sentimenti di persone sradicate, lontane dalla terra d’origine e al centro di due grandi pulsioni: la volontà di mantenere intatta la fede verso i valori tradizionali e la necessità di integrarne di nuovi in una nuova vita.

Immersi nella frenesia americana, i personaggi coccolano ciò che rimane di quel calore ormai lontano che è il calore e la familiarità del proprio paese, dell’India di cui impariamo a conoscere, racconto dopo racconto, i riti e la lingua.

Incontriamo il signor Pirzada che si allontana dalle sue figlie per lavorare all’Università e ritrova la sua India nella famiglia di Lilia con la quale tenta di ricostruire l’intimità di un piccolo mondo nell’immensa realtà americana: “I miei genitori e Pirzada” , racconta la piccola Lilia, ” parlavano la stessa lingua, ridevano delle stesse storielle, avevano più o meno lo stesso aspetto. Accompagnavano il cibo con il mango in salamoia, mangiavano riso con le mani tutte le sere per cena”.

Il profumo della terra abbandonata la signora Sen lo ritrova al mercato del pesce : ” A Calcutta la gente mangia pesce fresco appena alzata, prima di andare a letto e , con un pò di fortuna, anche a merenda, dopo la scuola. Mangiavano la coda, le uova, perfino la testa. Lo vendevano in qualsiasi mercato, a tutte le ore, dall’alba a mezzanotte”

La scrittrice tenta un riavvicinamento al suo paese d’origine disseminando nei racconti termini della lingua hindi e parlandoci della sua ricchezza attraverso il signor Kapasi che fa da interprete a un medico che non conosce il gujurati, uno dei tanti dialetti indiani: grazie al signor Kapasi il medico verrà a conoscenza dei malanni dei suoi pazienti.

Jhumpa Lahiri (1967) è una scrittrice statunitense di origine indiana. Nel 2000 vince il Premio Pulitzer per la narrativa con “l’interprete dei malanni”.

AUTORE: Jhumpa Lahiri

EDITORE: Guanda

TRADUTTORE: Claudia Tarolo. Tra gli autori tradotti, Angeles Caso, Jhumpa Lahiri, William Saroyan, Ricardo Menéndez Salmón, Michael Zadoorian.

Interprete.jpg

La cura alla nostalgia può arrivare a volte, da un ricordo o da un oggetto da conservare con cura e magari indossare quando ci si vuole sentire meno soli. Un paio di orecchini, ad esempio, che illuminano lo sguardo in un modo tutto proprio, o che tintinnano al vento con un suono conosciuto. Degli orecchini possono creare un legame speciale con un luogo o con un tempo a patto, però, che siano davvero in grado di raccontare una storia.

L’India è uno spazio magico, con gioielli magici. Allora c’è davvero da chiedersi perché, nel suo viaggio in questa terra straordinaria, Kate Middleton ha sentito il bisogno di indossare degli orecchini sì in stile indiano, ma firmati Accessorize?

Forse la nostalgia di cui parla Lahiri ci riguarda tutti, ed è una nostalgia del vero, dell’autentico, dell’identitario e contro di essa esiste solo un rimedio: la capacità di raccontare noi stessi. Con la memoria, con un libro o con un paio di orecchini

Kate

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: